Import export,
come salvare l'economia in tempi difficili
La crisi, l’inflazione, la problematica energetica e climatica nonché la guerra hanno causato diverse incertezze a livello internazionale. L’Italia, si sa, ha fatto del made in italy un marchio di fabbrica e le nostre esportazioni reggono una buona parte del nostro PIL.
L’export italiano
Secondo uno studio di SACE (società per azioni controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze) l’export sta riuscendo a mantenere il proprio sistema produttivo quasi intatto, intrattenendo i rapporti internazionali con alcuni dei suoi principali buyers come Stati Uniti, Emirati Arabi, Spagna e India.
Next generation EU
Non a caso è nato il Piano di ripresa dell’Europa con il programma NextGenerationEU, uno strumento temporaneo che garantirà 800 miliardi di euro stanziati per riparare i grandi danni economici e sociali dovuti alla pandemia del COVID19.
Il piano è composto da sei punti importanti, divisi per aeree tematiche:
- Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
- Ricerca e istruzione
- Salute
- Inclusione
- Infrastrutture sostenibili
- Rivoluzione verde e transizione ecologica
2023: cosa dobbiamo aspettarci?
Cosa ci succederà nei prossimi mesi? L’ago della bilancia è tenuto in pugno dal conflitto tra Russia Ucraina e nella sua risoluzione. Se tale conflitto dovesse fermarsi a breve, l’export potrebbe crescere di circa il 5% a livello di valore e ben del 4% a livello di volume. Invece, se il conflitto continuerà a persistere, per l’Italia sarà più difficoltoso riprendersi.
Secondo la previsione del SACE si auspica di tornare con valori più interessanti nel 2024 con il 4,9% di valore e nel 2025 con il 4%.
Insomma, non tutto sembra perduto. Certo è che i prossimi mesi saranno decisivi e delicati per le esportazioni italiane a livello europeo e internazionale.
Per quanto ci riguarda, continueremo a monitorare la situazione per trovare di volta in volta la soluzione migliore per le vostre spedizioni.


